“L’arte non insegna nulla, tranne il senso della vita.” Henry Miller
Biografia
Mi esprimo così, trasformo e concretizzo i miei pensieri, i miei stati d’animo, immortalo i ricordi, imprimo i sentimenti, quelli spontanei, istintivi. Scolpisco, modello e dipingo quel che non ha forma, non si vede. C’è me stessa in tutto quello che dalla mente e dalle mani prende vita. Questa sono io e questa è la mia He-Art. Manuela Belfiore nasce a Napoli, cresce immersa in ogni tipo di arte grazie alla spiccata sensibilità materna. A 18 anni si diploma in Linguaggi Visivi presso il Liceo Artistico Statale di Napoli e continua i suoi studi all’ Accademia di Belle Arti dove nel 2012 si laurea in Conservazione e Restauro delle Opere d’ Arte. Attraverso lo studio e la sperimentazione di materiali e immagini, arriva all’ elaborazione di un segno, prima scultoreo poi pittorico che diventerà il tratto distintivo delle sue opere. La ripetizione quasi ossessiva di figure simili sempre diverse tra loro, sinuose, ma allo stesso tempo geometriche, creano una scrittura semplice, ma intrinseca di significati. Il diverso inteso come unico, dall’elemento decorativo a una profonda analisi interiore, dalla ricerca di un’uguaglianza utopica sviluppata attraverso lo studio dell’escluso, fino all’interpretazione e rappresentazione di unicità. Nelle opere pittoriche modifica il suo segno grazie al colore acrilico e ad olio steso sul supporto per campiture piatte o sfumate, mentre negli ultimi anni la forma si unisce alla scrittura, si fonde alle parole accuratamente scelte, dalle pagine dei libri che diventano il supporto dei suoi percorsi dove i segni si inseguono, si uniscono, si incontrano dando vita a un racconto/poesia formato da segni e parole. Qui troviamo quasi sempre l’utilizzo di tela, tavola, o carta, collage, rilievi in stucco, cartapesta o materiali misti a colori acrilici sempre in contrasto tra loro. Tuttavia la scultura, il poter ricavare forme e contenuti da un blocco di pietra è il metodo più congeniale per catturare e racchiudere pensieri, stati d’animo e sentimenti, che in altro modo resterebbero imprigionati e privi di condivisione. I materiali più utilizzati sono blocchi di calcestruzzo aerato autoclavato, scolpito, dipinto e patinato, gesso, legno, terracotta dipinta o smaltata, tutte opere ricercate a partire dalle più primordiali del ciclo Origini poi Life fino ad arrivare attraverso una scomposizione e una ricomposizione delle forme alla serie Equilibri geometrici.
Proprio con questi segni astratti che lasciano libero sfogo all’immaginazione, Manuela comincia a collezionare soddisfazioni: la vittoria del primo premio per la sezione scultura al concorso VerArte con l’opera intitolata Maya e numerose mostre collettive, dal Museo Civico di Rivisondoli, al Castel Nuovo, di Napoli, alla Galleria Borbonica, al Palazzo Venezia, fino alle sue prime mostre personali presso la Galleria Frame Ars Artes e il Museo del Mare di Napoli. In questi anni ho elaborato un segno che mi identifica e mi distingue. Ho cominciato a utilizzare il segno già dai tempi della scuola ed è diventato parte integrante della mia identità artistica. Negli anni ho sperimentato, viaggiato, studiato, partecipato a mostre collettive e personali, venduto e ricevuto rifiuti. Io ho una mia identità, forte e riconoscibile, un segno che racchiude, forze e fragilità, rappresenta la ricerca interiore di ogni essere umano, l’incontro, l’abbandono, la solitudine fisica e mentale in cui vive l’ uomo moderno. Il diverso inteso come unico: da elemento decorativo ad analisi interiore, ricerca di se stesso, di un’uguaglianza utopica sviluppata attraverso lo studio dell’escluso, fino all’ interpretazione e rappresentazione di unicità attraverso il multiplo, che è la copia dell’altro ed espressione o repressione dei propri pensieri e desideri. Il mio lavoro è questo, un misto tra cinismo e poesia.
Manuela Belfiore, Napoli, 1988, Italiana.


