Critica da parte di Lilliana Comes
Manuela ha, nel suo sintetismo estremo, una capacità segnica elegante e particolare, comunicando al fruitore, in una apparente semplice rappresentazione fra segni e colore, tutto un mondo interiore complesso e articolato .Tratta la MATERIA con la stessa eleganza della pittura, le sue forme sono molto singolari e vivono di una sorta di arcaico contenuto probabilmente intuitivo (e questo è un dono) dato la sua giovane età. Morale della favola: c’è un sottile filo che divide il dilettante dall’artista e lei a mio parere lo supera.
Critica da parte di Giovanna Torcia
Diplomata all’Accademia di Belle Arti, dopo un periodo di crescita personale in cui ha partecipato a numerose collettive e lavorato anche su commissione, ha sviluppato un suo peculiare linguaggio artistico elaborando un segno , un nodo, che racchiude e rivela il suo mondo interiore. Scolpite in un materiale fragile e friabile, calcestruzzo areato autoclavato, le sculture di Manuela Belfiore emanano un senso di forza e di solidità, un nodo quasi geometrico, chiuso in se stesso, tetragono nella sua solidità che nell’ultima voluta si apre sinuoso verso l’esterno, verso l’alto. L’utilizzo nelle rifiniture del grigio che rende il cemento simile alla pietra lavica e del rosso che si riallaccia alla iconografia del corno partenopeo, diventano un simpatico sberleffo alla tradizione locale. Il nodo, un segno che l’artista riprende nelle sue opere pittoriche, con una ripetizione ossessiva. Nodi diversi, dipinti uno ad uno, segni che presi singolarmente non significano altro da sé, ma che nel loro insieme trovano una loro armonia, un ritmo articolato. Nelle tele il segno moltiplicato, allineato, ingigantito, invertito, colorato o rigorosamente bianco o nero, diventa quasi un motivo grafico che tende a riempire lo spazio. Un unico piccolo elemento scultoreo fa da contrappunto, elemento di punteggiatura che chiude e definisce lo spazio. “Scolpisco, dipingo e modello quello che non ha forma” così la giovane artista si descrive Manuela Belfiore ha partecipato a numerose collettive, tra cui segnaliamo: L’ottava edizione di “Arte e Moda prendono forma” a cura di Visivo Comunicazione, Galleria Borbonica, Napoli, “Mostra collettiva di arti visive di giovani artisti campani” a cura della Professoressa Margherita Calò, Maschio angioino, Napoli, “Life in Art” rassegna artistica Museo Civico di Rivisondoli a cura di Spazio Venexiart Mostra permanente al PA.VE (Palazzo Venezia), Napoli, “Operazione San Gennaro Art” mostra collettiva a cura di Spazio Venexiart, Museo del tesoro di San Gennaro di Napoli.
Nuove generazioni al Frame Ars Artes, spazio espositivo al Corso Vittorio Emanuele. Nell’ambito del “Giugno dei Giovani 2017” promosso dall’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Napoli. Mercoledì 28 giugno, alle 19.30 opening della mostra “He_Hearth” di Manuela Belfiore (foto), curata da Paola Pozzi. Diplomata all’Accademia di Belle Arti, ha sviluppato, nel tempo, un suo peculiare linguaggio artistico elaborando un segno , un nodo, che racchiude e rivela il suo mondo interiore. “Scolpisco, dipingo e modello quello che non ha forma” così si presenta l’artista. Che ha partecipate a molte collettive, tra queste: L’ottava edizione di “Arte e Moda prendono forma” a cura di Visivo Comunicazione, Galleria Borbonica, Napoli; “Life in Art” rassegna artistica Museo Civico di Rivisondoli a cura di Spazio Venexiart e “Operazione San Gennaro Art” mostra collettiva a cura di Spazio Venexiart, Museo del tesoro di San Gennaro di Napoli. In questa occasione propone sculture in materiale fragile e friabile, calcestruzzo areato autoclavato, trasmettendo un senso di forza e di solidità, un nodo quasi geometrico, chiuso in se stesso, tetragono nella sua solidità che nell’ultima voluta si apre sinuoso verso l’esterno, verso l’alto. L’utilizzo nelle rifiniture del grigio che rende il cemento simile alla pietra lavica e del rosso che si riallaccia alla iconografia del corno partenopeo, diventano un simpatico sberleffo alla tradizione locale. Nei dipinti il nodo diventa un’ossessione: nel loro insieme trovano una loro armonia, un ritmo articolato. Così il segno moltiplicato, allineato, ingigantito, invertito, colorato o rigorosamente bianco o nero, si pone quasi come un motivo grafico che tende a riempire lo spazio. Un unico piccolo elemento scultoreo fa da contrappunto, elemento di punteggiatura che chiude e definisce lo spazio.
In fonte : www.ilmondodisuk.com
Lucabanana
Manuela Belfiore trasforma e concretizza i suoi pensieri, i suoi stati d’animo, immortala i ricordi, imprime i sentimenti, quelli spontanei, istintivi. Questa è la sua He-Art. Manuela vive e scolpisce a Napoli, diplomandosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La vera espressione è la scultura, il poter ricavare forme e contenuti da un blocco di pietra è il metodo più congeniale per catturare e racchiudere pensieri, stati d’animo e sentimenti, che in altro modo resterebbero imprigionati e privi di condivisione. Lo studio e la sperimentazione di materiali e immagini, l’hanno condotta all’elaborazione di un segno, prima scultoreo poi pittorico. Una ripetizione di figure simili, ma tutte diverse tra loro, sinuose, ma allo stesso tempo geometriche, creano una texture semplice, ma intrinseca di significati. I materiali più utilizzati sono blocchi di calcestruzzo areato autoclavato, gesso, legno, terracotta e per i dipinti tela, tavola, carta, colori acrilici e olio. Attraverso questi segni astratti che lasciano libero sfogo all’immaginazione, Manuela comincia a collezionare piccole soddisfazioni, mostre, premi, riconoscimenti e collaborazioni.

